In termini di comunicazione, quale dovrebbe essere l’obiettivo di un medico?

La conoscenza delle tecniche di comunicazione è estremamente utile per la professionalità del medico. Ma qual è l’obiettivo a cui tendere?

In genere lo studio della comunicazione è come le ciliegie: quando si comincia ad imparare e a far entrare i concetti basilari nel nostro quotidiano abbiamo tanti e tali benefici, sia nella professione che nella vita privata, che si continua a studiare e a migliorare.

Se però devo indicare un “punto di arrivo”, qualcosa a cui tendere, ottimale per il medico sono le tecniche di coaching.

Il Coaching è l'arte di facilitare lo sviluppo, l'apprendimento e la performance di un altro individuo. (la definizione non è mia, ma di Andrew McDowell, uno dei massimi esperti di coaching in ambito sanitario).

Il medico coach è quindi la figura più idonea non solo per fare diagnosi e scegliere la terapia, ma soprattutto per guidare il paziente a salvaguardare, curare e gestire la propria salute.

Il medico coach è un competente tecnico che è anche in grado di responsabilizzare il paziente a prendersi cura di se stesso.

E credo che il passaggio sia fondamentale, considerando da un lato la riduzione delle risorse economiche per il sistema sanitario nazionale e dall’altro l’aumento delle patologie croniche.

L’alternativa? Che ci sia un’attenzione alla salute per i ricchi, e l’abbandono della salute per i poveri.